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giovedì 28 settembre 2017

FORLI CRONACA Gettoni da restituire: il Comune recupererà dai politici quasi 100mila euro

Forlì, 7 settembre 2017 - Agli ex capigruppo in consiglio comunale stanno arrivando in questi giorni lettere che chiedono la restituzione dei gettori di presenza. Quali? Quelli relativi alle riunioni dei capigruppo. Il mittente è lo stesso Comune di Forlì: si tratta di 48 nomi, due dei quali nel frattempo deceduti (Antonio Nervegna di Forza Italia e Leo Matteucci di Rifondazione Comunista). Sei di questi hanno partecipato ad appena una riunione (vale anche quella di presidenza), per un totale di 42,30 euro, circa 28 netti. Poi si arriva fino a Paola Casara, ex Lega e ora nella lista civica Noi forlivesi, che somma 225 sedute pari a 9.500 euro. Sì, perché si va indietro di 10 anni. Per un totale di 96.190,20 euro.
Esulta il Movimento 5 Stelle, che aveva ottenuto prima della pausa estiva il cambio del regolamento interno al Comune. I pentastellati avevano scritto la proposta sulla base di sentenze della Corte dei conti e di pareri dell’Anci. «Siamo finalmente giunti all’epilogo della vicenda dei gettoni illegittimamente erogati. Noi del Movimento 5 Stelle ovviamente restituiremo al più presto quanto dovuto», attaccano i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini. Un invito al Comune: «Destini questi quasi 100mila euro a un fondo per gli istituti comprensivi. Non è la prima volta che le scuole chiedono ai genitori di fare donazioni e portare carta igienica e sapone: queste situazioni sono inaccettabili». Ci sono state polemiche già nei mesi scorsi: «Il nostro intento non era certamente quello di mettere in croce nessuno ma semplicemente di garantire il rispetto della legalità». «Tutto questo non sarebbe mai avvenuto senza il diretto interessamento del Movimento 5 Stelle. Come mai in tutti questi anni nessuno si era mai accorto di nulla?». Vergini dovrà restituire 1.537 euro, Benini 1.142.
Il nuovo regolamento prevede gettoni di presenza per le sedute del consiglio comunale e delle commissioni. Ma non più per le riunioni e le sedute di presidenza in cui i capigruppo concordano l’ordine dei lavori in aula. La recordman di questo tipo di attività politica è – come detto – Paola Casara. La segue Vanda Burnacci, 200 sedute pari a 8.460 euro. Quindi Alessandro Rondoni, che ha trascorso la scorsa consiliatura nel Pdl: 6.091 euro accumulati in 144 appuntamenti istituzionali. Rondoni precede di pochi gettoni Raffaella Pirini, ex di DestinAzione Forlì, e Francesco Aprigliano, ex – tra gli altri – di Alleanza Nazionale. Sopra quota 100 gettoni anche Gabriele Gugnoni dell’Udc (4.500 euro). Forza Italia aveva votato no alla modifica del regolamento: nella lista ci sono anche i consiglieri Fabrizio Ragni, attuale capogruppo (3.500 euro), Lauro Biondi e Marco Catalano. Tra gli ex, Roberto Gasperoni e Lea Milanesi.
Il provvedimento colpisce altri volti noti degli ultimi dieci anni della politica. A cominciare dall’ex vicesindaco Veronica Zanetti, che dal 2009 al 2014 era stata capogruppo del Pd: deve restituire oltre 3.700 euro. C’è Romano Baccarini, storico volto della Dc che ha chiuso la sua esperienza politica nelle file della lista civica Viva Forlì (972 euro). Addirittura Piergiuseppe Bertaccini, ovvero il popolare Sgabanaza che sedette sui banchi del consiglio tra il 2004 e il 2009 (12 gettoni per 500 euro dal 2007 in poi). Tra gli attuali protagonisti del consiglio, dovranno restituire circa 3.000 euro a testa i capigruppo Maria Maltoni (Pd), Mario Peruzzini (Noi con Drei) e Daniele Mezzacapo (Lega).